«Una storia autobiografica dal titolo provocatorio, ma è quello che pensavo quando incrociavo gli occhi degli altri mentre ero malato», spiega De Giorgio. Una storia la sua che è persino finita sul magazine "Chi": «A dire la verità ero perplesso perché, parlando di fede, mi chiedevo se avesse senso apparire su un giornale di gossip. Poi, l'ho fatto perché io per scelta vado a testimoniare il mio libro ovunque mi chiamino. In questo sistema itinerante ho la possibilità di parlare sia con chi crede sia con chi non lo fa». I proventi del libro saranno destinati all'attività di un amico frate in Eritrea impegnato nella costruzione di pozzi d'acqua per le popolazioni indigenti di quel Paese.

«Non mi sentirete mai parlare di miracoli, però. Ho risposto bene alle cure. Un miracolo non è essenzialmente un prodigio, ma si verifica in ogni istante della mia vita. Se uno ha una fede profonda quando arriva la croce ha il coraggio di portarla e di guardarla negli occhi, se uno crede non ha poi questa grande paura. Sono sicuro che siano serviti anche i gruppi di preghiera di amici formati da mia moglie. Sicuramente il Signore non è stato a guardare. Forse è stato anche un premio per mia mamma, che tutti conoscevano a Varese come l'infermiera Mariuccia. Fece un voto quando a mia sorella cardiopatica, appena nata, avevano dato tre anni di vita. In cambio della salute dei figli si è offerta di seguire con la massima dedizione gli ammalati. Lei li ha seguiti senza sosta per cinquant'anni fino al 2000».
Laura Botter
Fonte:http://www.laprovinciadivarese.it/stories/cronaca/211944_antonello_guarito_dal_tumore_grazie_alla_fede_nella_madonna/
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